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Gliomi

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I gliomi sono tumori di origine gliale (cioè del tessuto di sostegno del sistema nervoso centrale): si dividono in gliomi di basso e di alto grado in funzione della loro aggressività (indice mitotico, atipie nucleari, cellularità, necrosi, proliferazione vascolare).
Possono svilupparsi in tutte le strutture del sistema nervoso centrale: emisferi, strutture della linea mediana, tronco encefalico, cervelletto, midollo spinale.
Gli astrocitomi di basso grado sono rappresentati dall’astrocitoma pilocitico (grado I) e dall’astrocitoma fibrillare o diffuso (grado II), sono a lento accrescimento con una sopravvivenza a 10 anni superiore all’80%.

Possono localizzarsi nelle vie ottiche, nel cervelletto, nel tronco encefalo e a livello emisferico.
I sintomi di esordio saranno naturalmente dipendenti dalla localizzazione: si potranno avere quindi alterazioni della vista (riduzione dell’acuità visiva fino alla cecità, alterazioni del campo visivo, strabismo, pallore della papilla ottica) nelle forme delle vie ottiche; disturbi alla deambulazione e ipertensione endocranica nelle forme cerebellari; cefalea, torcicollo, dolore e deficit dei nervi cranici nelle forme del tronco encefalo; epilessia e disturbi del comportamento per le forme emisferiche. Nel 30–50 % dei pazienti affetti da gliomi delle vie ottiche esiste il riscontro di una neurofibromatosi.

Il trattamento di prima linea consiste nell’asportazione chirurgica completa se la localizzazione e l’estensione della malattia lo consentono senza essere demolitivi.
Se l’intervento radicale non è possibile (come spesso nei gliomi ottici o del tronco encefalo) si può assumere un atteggiamento di attesa (wait and see) ed intervenire con la chemioterapia o più raramente con la radioterapia solo in caso di progressione tumorale o di peggioramento clinico.

Gli astrocitomi di alto grado sono rappresentati dall’astrocitoma anaplastico (grado III) e dal glioblastoma multiforme (grado IV) sono caratterizzati da una maggiore aggressività e da un rapido accrescimento ed hanno una prognosi più sfavorevole. Si localizzano a livello emisferico o del tronco encefalico.
Il trattamento prevede un intervento chirurgico, lì dove possibile, seguito da una radioterapia sul letto tumorale ed eventualmente da un trattamento chemioterapico secondo i trial clinici attualmente in studio. Dal momento che non esistono al momento farmaci completamente efficaci, la ricerca si sta concentrando su queste patologie nel tentativo di migliorare i risultati su questi piccoli pazienti.