Osteosarcoma
L'osteosarcoma (OS) è un tumore ad elevata malignità costituito da cellule mesenchimali maligne che producono matrice osteoide ed ossea. Può presentarsi in qualsiasi zona dello scheletro ma colpisce prevalentemente le metafisi delle ossa lunghe. Nel 90% dei casi interessa l’articolazione del ginocchio, localizzandosi selettivamente in corrispondenza dell’estremità inferiore del femore o dell’estremità superiore della tibia o del perone, più raramente può interessare l’estremità superiore dell’omero, la clavicola, la pelvi, le ossa piatte.
Colpisce per lo più gli adolescenti ed i giovani adulti con un picco di incidenza nella seconda decade di vita, spesso concomitante con lo spurt puberale.
La sintomatologia di esordio è caratterizzata da dolore ingravescente (spesso inizialmente attribuito a traumi) che progressivamente si accompagna a tumefazione della sede colpita; talora una frattura patologica può essere la prima manifestazione di un tumore osseo primitivo.
Nel sospetto di tumore maligno, dopo aver eseguito radiografia convenzionale e RMN, la conferma diagnostica si ottiene con la biopsia chirurgica.
Una volta posta la diagnosi istologica di osteosarcoma, la stadiazione sarà completata mediante TAC torace e da una scintigrafia ossea, alla ricerca di eventuali metastasi (presenti nel 10-20% dei casi).
Attualmente in tutti gli attuali protocolli internazionali, l’approccio terapeutico del paziente con osteosarcoma prevede una chemioterapia neoadiuvante seguita da un intervento chirurgico di tipo conservativo (resezione e ricostruzione tramite protesi sostitutiva) ed una chemioterapia post-operatoria.











